[ R&M – Matrimonio a Palazzo Barbò ]

Roberta e Micol si sono sposati il 7 Luglio di quest’anno. Sette, sette, duemiladiciassette era un numero che gli suonava bene nelle orecchie. Sono arrivata a casa dello sposo nello stupore generale, la sposa non gli aveva detto che sai piombata a casa sua per fotografare la preparazione. Ho letto prima il terrore sul suo volto, poi la voglia di uccidermi, poi la resa… un sorriso può questo ed altro.

A Palazzo Barbo invece l’atmosfera era diversa. Silvia stava terminando l’allestimento lottando con i fiori ed il caldo. Credo ad un certo punto di averla vista parlare con una margherita, chiedendole di non appassire. C’era l’angolo della Limonata ad accogliere gli ospiti ed una bella aria leggera, di festa, proprio come ci si aspetta in un giorno speciale.

L’angolo del photoboot era pronto, quel po’ di vento faceva svolazzare il tulle. I fiori sulla navata e quelli della decorazione della sedia degli sposi trattenevano il fiato. Sarebbero stati guardato in due momenti importanti: mentre lui aspettava lei e mentre LORO ormai sposati avrebbero fatto la loro prima passeggiata da marito e moglie.

Fedi, fiori, trucco, parrucco, abito pronto, lei ride, piange, poi ride, poi piange, poi si arrabbia con la mamma, poi fa pace, poi vede il padre, piange e poi ride di nuovo. Tutto normale, penso.

Ma poi il bouquet è uno spettacolo, il Palazzo è una meraviglia. E quel muro, vorrei portarlo via con me ed allora ci si rilassa e ci scappa anche una risata vera. Amiche damigelle sono personaggi invisibili ma sempre pronte con un fazzoletto, con il foglietto della disposizione dei tavoli, con l’acqua.

Ma poi sai che c’è, che tanta emozione poi lascia sempre posto alla festa, alla gioia, agli amici, ai brindisi, agli abbracci. Ed io mi diverto a vedere scorrere le ore con tutte le emozioni diverse che portano con se. Nelle orecchie la frase: mi sono divertita troppo, se tra cinque anni lo rifacciamo vieni? – Si, certo che vengo. Non mi perderei un’altra festa cosi’ per niente al mondo.